Resto al tuo gioco

Non si vede che un moncone
di luce raschiata,
da affondi afosi del solleone,
mi guardi, imbronciata,
quasi fossi un equilibrista,
trattengo il fiato,
vuoi che per una mia, di svista,
dannatamente, fosse il mondo crollato...
Il mio cuore hai imbalsamato,
per farne un fregio, un talismano
di tuo uso e abuso scontato,
e passarlo di mano in mano...
Così rimbalzo,
tra ghiaccio e fuoco,
e a volte scalzo
-mi sento acrobata-
resto al tuo gioco,
che il mio non vale
salti o girandole,
in bene e in male,
tu sei che porti il Sole!
©
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