Vetusto Cimelio

Sul ciglio di un cimelio
una fioca luce
illumina una lacrima pendula
a disegnare il tuo dolce pallido viso.
Come fosse segnalibro
sulla pagina di quella congiuntura
in cui un fiore appassito
riflette melanconico il tuo cuore
nella pozzanghera del risentimento,
ove un tuffo dell’anima
si sporca nella sua mestizia
e un nodo alla gola si libra fluttuante
nel tuo ego avvolgendoti
nel suo abbraccio
senza lasciar spazio
ad un solo spiraglio di luce
ad abbacinare il ricercato faticosamente orizzonte ove posare il tuo sguardo,
per spalancare la finestra
sul frutto del suo futuro
libero da ogni laccio
che ti lega ai bordi del passato.
Ma finquando
il rumore dei suoi passi
cammineranno nel tuo essere
ad occhi chiusi
tra spasimi e batticuori
nel cocktail del tramonto del dolore,
il suo calice berrai
fino all’orlo della sua dissennatezza inciampando nel suo labirinto.
Mentre se soltanto
aprissi gli occhi,
ogni colore avrebbe
il suo calore fiorito nella vita
aprendo le tue ali
inducendoti a voltare pagina
volando come aquila reale
nel tempo che
inesorabilmente scorre,
asciugando ogni lacrima
sulle rocce su cui hai fratturato
più volte il cuore.
Lasciati andare
sul ponte dell’arcobaleno
e finalmente il grigiore interiore
si tingerrà di antica felicità
marcata nell’anima del presente,
con la sola forza della sua assenza vitale
come se fosse talismano
per attirare tutta l’energia positiva
per poi donarti il bene
che meriti divenendo
inevitabilmente incona di vittoria
sul vecchio nemico,
il ricordo del passato,
ancora arrugginita,
da stemperare senza alcuna
esitazione.
©
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ho letto con interesse la composizione poetica (Francesco Rossi)
COMPLIMENTANDOMI il mio LIKE (Francesco Rossi)
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