Una strana introspezione sul mio stile
Io scrivo dieci liriche ogni giorno,
ciascuna di diciotto o più quartine,
settantadue i versi sviluppati,
perché la mia passione è senza fine!
Le posto in qualche sito culturale,
ringrazio la mia vasta ispirazione
che spinge la mia mano sempre pronta
a sviluppare la composizione.
Son liriche prosaiche con la rima,
la metrica, cesure ed emistichi,
a molti questo genere non piace
li giudicano versi molto antichi.
Però non tengon conto che io tratto
soltanto gli argomenti quotidiani
che parlan di famiglie e personaggi
con dei problemi, a volte, molto strani.
Mi piace parlar molto delle donne,
perché il loro mondo è favoloso,
son bambole di carne, ma all’interno
nascondono un mistero rigoroso.
Mi occupo, nei testi che sviluppo,
di tanti sotterfugi e tradimenti,
di dialoghi animati nella coppia,
perché si van scemando i sentimenti!
Seimila son le liriche composte,
son storie d’avventure della vita,
racchiuse in ben cinquantasette libri
per una collezione assai gradita.
M’insinuo nella branche familiari
al fine di svelarne quei contrasti
che restano nascosti tra le mura
coperti al mondo esterno, ma son vasti.
Mi piace entrare pure nel sociale,
difendere le donne nel privato
qualora sono vittime innocenti
del solito aguzzino depravato.
E quelli che violentano i bambini
li giudico ... mettendoli alla gogna,
perché non hanno cuore ne coscienza,
son solo topi usciti dalla fogna.
Mi spingo a parlare un po’ di tutto
nel campo sia politico o sociale,
mettendo in mostra la disuguaglianza
tra il povero e chi ingrossa il capitale.
Più spesso mi soffermo sul lavoro
che manca in seno a la popolazione,
costretta sempre a stringere la cinghia
per colpa della ... disoccupazione.
E tratto gli argomenti di razzismo,
di fame che sovrasta tutto il mondo,
perché purtroppo c’è chi gode troppo
e c’è chi soffre in modo inverecondo!
Ho tralasciato un po’ la pandemia
avendo scritto venticinque testi,
nei giorni che incombeva quel contagio,
con risultati invero assai funesti.
La gente preferisce commentare
le liriche d’amore che son quelle
che piacciono alla massa ch’è da sempre
innamorata delle frasi belle.
Il genere che uso è popolare,
propone ogni giorno un argomento
diverso, su vicende accadute
nel mondo con un vasto assortimento.
Settantaquattro anni son passati
da quando ho preso in mano penna e foglio
ed ho intrapreso a scrivere avventure
con spirito entusiastico e l’orgoglio.
Le liriche che scrivo sono scene
che parlan della vita e dell’amore,
Vi giuro, miei carissimi lettori,
che sono tutte scritte con il cuore!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
E non siamo in pochi ad apprezzare la metrica (Antonio Terracciano)
perfetta e i temi di questo enciclopedico poeta! (Antonio Terracciano)
La tua soddisfazione è il giusto appagamento 👍 (Alessandro Sermenghi)
Commenti (1)
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Alessandro Sermenghi9 agosto 2020
Uno stile preciso ed efficace nella sostanza, non rischia mai di essere confuso e dà un aspetto più classico e leggibile. Indiscutibile
