La nostra vita è una e sacrosanta
Noi siamo usciti vivi, per fortuna,
l’abbiam scampata bella questa volta,
ci sono stati tanti, ... troppi morti,
l’Italia intera ancora n’è sconvolta!
Tre mesi circa chiusi dentro casa
per evitare il virus contagioso,
abbiamo riscoperto la famiglia
costretti da un sarcastico riposo.
Il virus non è morto, sta nell’ombra,
fa finta di dormire, come il cane
è pronto ad azzannarci ogni momento
con le sue brame alquanto disumane.
Dobbiam prestar la massima attenzione,
il rischio resta sempre molto forte,
abbiamo avuto già un’esperienza,
non si più scherzare con la morte!
Non siamo burattini allo sbaraglio,
abbiamo una coscienza ed un cervello,
usiamoli con gran discernimento
per non finire ... carne da macello!
In discoteca oppure ad un concerto,
o in altra qualsivoglia circostanza,
cerchiamo d’indossar la mascherina
e manteniamo sempre la distanza!
E piangere sul latte ormai versato
non serve a nulla, serve solamente
cercare di convivere col virus
in modo risoluto e intelligente!
Dobbiamo abituarci a questa vita
ch’è fatta di continui sacrifici,
dobbiamo debellare ogni contagio
...al fine di goderne i benefici!
I morti ad oggi? Intorno al minimale,
però ... ci sono troppi contagiati
e tutto questo sta a testimoniare
che agiamo ancora da sconsiderati!
Giocare con il fuoco ci si brucia,
teniamo gli occhi aperti dappertutto,
il virus s’è spostato in altri Stati
e lo sappiamo che non è distrutto.
La nostra vita è solamente una,
per questo ci dobbiamo comportare
in modo rigoroso e intelligente
al fine di poter continuare
a vivere e convivere col virus,
finché non verrà vinto e seppellito!
Per ora ci dobbiamo adeguare
a questo problematico quesito.
In tutte le regioni, più o meno,
esiste un focolaio del contagio,
perciò dobbiamo stare molto attenti
seppure ciò ci provoca disagio!
La vita, soprattutto e innanzitutto,
dobbiam tenerla sempre in bella vista,
proteggerla col più severo impegno
da ogni atteggiamento antagonista.
Cerchiamo di difenderla col cuore,
perché la vita è una e sacrosanta,
se non sappiam proteggerla vuol dire
che di costanza non ne abbiamo tanta.
Facciamo un resoconto generale
di quello ch’è successo in questi mesi:
c’è stato un terremoto virtuale,
ma siamo ancora qui e tutti illesi!
E questo ci ha portato a stabilire
che abbiam vissuto un’orrida esperienza,
però ne siamo usciti tutti vivi,
l’abbiamo superata con pazienza.
Un sisma virtuale, ma tremendo,
durato cento giorni di clausura
ci ha resi sempre schiavi dell’angoscia,
purtroppo, ... ancora oggi, ... fa paura!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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