Il mio dolore
Pierfrancesco Roberti
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lascio che il dolore mi stritoli le ossa
furia di un’ansia cieca imbevuta di un nettare di lacrime amare
stordito di un tremore sinuoso di voci sfumate di colori
rima scaduta di parole che danzano il nulla
e l’afono silenzio della medicina sciolse il dolore in una pace apparente
calice di una bellezza che vomita la solitudine dei respinti
lascio che il dolore urli il mio arcobaleno
taglio di un cesareo disegnato dall’amore di Dio
filo di pane sbriciolato tra miseria e fortunae
e la silenziosa stanchezza calma lo schizzo di un corpo infreddolito
torsolo di una quotidianità vestita di grigio
lascio che il dolore addormenti il mio silenzio
medicina d’umanità
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L'autore
Pierfrancesco Roberti
Commenti (1)
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Francesco Rossi18 agosto 2020
Ho letto la composizione con interesse, premetto che con il dolore ho un pessimo rapporto, ma, l’autore con estrema naturalezza mi porta in un mondo che per certi aspetti mi è sconosciuto. Quindi estrema gratitudine all’autore.

