Maree
Ventola raffaele
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Ti aspetto
dove di sera ritornano i gabbiani
quando il cielo cala il drappo rosso.
Qui non si sentono
che i fremiti dei treni
e il peso del sole che cuoce i tetti.
Oggi mi respiro
mi basto
ho solo un desiderio in mente
da affrancare, in alto.
Di notte
le luci non dormono
riempiono il vuoto
ombreggiano la solitudine dei fari.
In questo inferno dorato
non c’è cappello che tenga.
Mi cullo in un alito di zefiro
come i soffioni tra i giunchi.
La mia voce impalpabile
non lascia impronta
sulle ferite di questa strana estate
avvampata di braci e calici di vino.
E... mentre annego nella tempesta
di un sorriso bambino
mi accorgo
che il cuore
ha ancora bisogno di maree.
©
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L'autore
Ventola raffaele
Mi diletto a scrivere da sempre , ma solo ultimamente mi é venuta la voglia di esternare le mie emozioni e condividerle .....con voi. Ringrazio la gentile redazione tutti gli autori del sito e tutte le persone che mi leggono!!
Commenti (1)
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Francesco Rossi19 agosto 2020
L’autore con estrema fluidità linguistica entra in uno scenario e ne delinea sia i contorni che le particolarità. Pregevole quel drappo rosso che cala il cielo. Le luci, riesce a dare un senso compiuto con grande originalità. Il cuore che ha bisogno di marre lascia aperte le porte alla poesia d’amore.

