Non è mai tardi
Duilio Martino
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Moriremo in silenzio e a mani vuote
senza un filo di fiato
e nei polmoni una spanna di polvere;
ci prenderanno l’anima
come hanno preso i pezzi piu’ pregiati
spogliando pure i morti:
vecchie carte e cimeli
a guarnire le teche
di mausolei, di comodi salotti.
L’esotico in vetrina, le reliquie
di genesi sbiadite
di mute primavere e meli morti.
Lo scippo non ci scuote, non ci tocca:
del "sator" non c’é traccia
ed anche il furto d’una icona sacra
scava un buco nell’acqua .
Vedo vestigia di voli svaniti
di dolci giorni e teneri
troppo spesso ed impropriamente spesi
a dar tono al grigiore
a ciò che non più siamo
al nulla che nell’agio ci distingue:
La cassapanca e il comò di ciliegio
e la culla e il paliolo
e l’antica pignata
e i prodi coppi che dipinti e appesi
spezzano il vuoto di pareti bianche.
Bisognava curare, preservare
il battocchio ossidato
stare a guarda dei sassi del vicino
dei nidi abbandonati:
ne ho visto uno svuotato e saccheggiato...
(per arredare la villetta al mare
hanno smurato perfino il camino).
Bisognava curare e preservare
plasmare le memorie
scolpirle ed educare al sano, al bello,
smuovere le coscienze
difendersi dai lupi
dagli scoraggiatori radicati
da principi caduti
dai generali d’armate perdute
da spietati bigotti
dai torvi corvi e volpi convenute
dagli asini asserviti
al nocchiero provetto;
bisognava occupare spazi vuoti
appropriarsi del tempo
prendersi cura di pecore zoppe.
Curare e preservare
le vecchie selci e le fonti di pietra
e i preziosi portali
e il vecchio lavatoio
e intonaci e grondaie e caldi coppi.
Non è mai troppo tardi
ricominciamo dal mucchio di cenere
respirando la morte.
Spendiamo un po’ di tempo per i morti
c’è molto da imparare...
al cimitero zampilla piu’ vita
che nel cuore del borgo.
©
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Ben tornato Duilio (Sara Acireale)
Ho letto con piacere la poesia. Complimenti Saluti (Francesco Rossi)
Like Complimenti. (Francesco Rossi)
Commenti (1)
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Sara Acireale24 agosto 2020
Il Poeta torna insistentemente a parlare del borgo, a descrivere il degrado e la rovina. Bisognava curare e preservare, non farsi scippare tutto e rimanere col vuoto dentro. Leggendo i versi sento dentro di me la ribellione del Poeta che ama il borgo e non può sopportare questo scempio. Non è mai troppo tardi per rivalutare i paesini abbandonati, dare nuova vita ai borghi, magari con iniziative nuove. Forse qualcosa si può fare per dare nuova linfa a questi borghi abbandonati.

