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Ribellione 24 agosto 2020 · lettura 2 min · 1284 letture

Non è mai tardi

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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Moriremo in silenzio e a mani vuote senza un filo di fiato e nei polmoni una spanna di polvere; ci prenderanno l’anima come hanno preso i pezzi piu’ pregiati spogliando pure i morti: vecchie carte e cimeli a guarnire le teche di mausolei, di comodi salotti. L’esotico in vetrina, le reliquie di genesi sbiadite di mute primavere e meli morti. Lo scippo non ci scuote, non ci tocca: del "sator" non c’é traccia ed anche il furto d’una icona sacra scava un buco nell’acqua . Vedo vestigia di voli svaniti di dolci giorni e teneri troppo spesso ed impropriamente spesi a dar tono al grigiore a ciò che non più siamo al nulla che nell’agio ci distingue: La cassapanca e il comò di ciliegio e la culla e il paliolo e l’antica pignata e i prodi coppi che dipinti e appesi spezzano il vuoto di pareti bianche. Bisognava curare, preservare il battocchio ossidato stare a guarda dei sassi del vicino dei nidi abbandonati: ne ho visto uno svuotato e saccheggiato... (per arredare la villetta al mare hanno smurato perfino il camino). Bisognava curare e preservare plasmare le memorie scolpirle ed educare al sano, al bello, smuovere le coscienze difendersi dai lupi dagli scoraggiatori radicati da principi caduti dai generali d’armate perdute da spietati bigotti dai torvi corvi e volpi convenute dagli asini asserviti al nocchiero provetto; bisognava occupare spazi vuoti appropriarsi del tempo prendersi cura di pecore zoppe. Curare e preservare le vecchie selci e le fonti di pietra e i preziosi portali e il vecchio lavatoio e intonaci e grondaie e caldi coppi. Non è mai troppo tardi ricominciamo dal mucchio di cenere respirando la morte. Spendiamo un po’ di tempo per i morti c’è molto da imparare... al cimitero zampilla piu’ vita che nel cuore del borgo.
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Ben tornato Duilio (Sara Acireale)

Ho letto con piacere la poesia. Complimenti Saluti (Francesco Rossi)

Like Complimenti. (Francesco Rossi)

Commenti (1)

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Sara Acireale24 agosto 2020

Il Poeta torna insistentemente a parlare del borgo, a descrivere il degrado e la rovina. Bisognava curare e preservare, non farsi scippare tutto e rimanere col vuoto dentro. Leggendo i versi sento dentro di me la ribellione del Poeta che ama il borgo e non può sopportare questo scempio. Non è mai troppo tardi per rivalutare i paesini abbandonati, dare nuova vita ai borghi, magari con iniziative nuove. Forse qualcosa si può fare per dare nuova linfa a questi borghi abbandonati.