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Riflessioni 25 agosto 2020 · lettura 3 min · 890 letture

Rifiuto il terzo pane quotidiano

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Il pane quotidiano, è risaputo, a pranzo e a cena ci fa compagnia, è un elemento molto conosciuto e viene consumato in allegria A tavola non deve mai mancare, insieme al companatico s’abbina, un cibo naturale e singolare, dimora in modo anonimo in cucina. Un altro, noto, pane quotidiano è quello dell’amore che ci invita a consumarlo a letto o sul divano, perché fa parte della nostra vita. L’amore è un sentimento sacrosanto, di certo è l’alimento più importante per l’uomo e per la donna ed è pertanto un intimo elemento dominante. C’è poi un terzo pane quotidiano che semina il tracollo in chi l’acquista, perché è solo un mezzo disumano che spinge a diventare disfattista! E’ il pane quotidiano della droga e certa gente non può farne a meno, chi cade in questo fiume poi s’affoga in mezzo all’onde che son senza freno! Nei grandi centri metropolitani ed anche nelle zone provinciali lo spaccio passa per diverse mani nei modi più veloci e naturali! Lo spaccio nelle scuole e negli uffici, coi pusher comandati dalla mafia ..., è questo il più nemico dei nemici che spinge l’uomo a diventare cavia! La droga per chi è succube del vizio è diventata il pane quotidiano, purtroppo resta schiavo d’un supplizio che lo travolge in modo disumano! Un pane quotidiano tutto nero, seppure la sua polvere è bianca, ormai si trova in modo lusinghiero e per chi spaccia ... aumenta il conto in banca! La polverina bianca ha invaso il mondo, tra i suoi parenti c’è: la cocaina, la marijuana, l’ecstasy e in fondo l’amfetamina insieme all’eroina! Sostanze prese per via vascolare, o digerite con travaso orale, oppure per via intramuscolare se non assuefatte ... in via rettale! E’ triste constatar come la gente mantiene vivo il giro dello spaccio, si vendon pure l’anima per niente, per poi ridursi peggio d’uno straccio! Dobbiamo annoverare tra i clienti ragazzi minorenni e sprovveduti, con risultati invero deprimenti per i loro domani inavveduti! Comunque questo pane quotidiano per molti indispensabile e divino è solo un mezzo futile e malsano che porta il proprio vivere al declino! Io preferisco il pane quotidiano creato con la crosta e la mollica, mangiato e assaporato piano piano, perché l’ho guadagnato con fatica! Mi piace pure il pane quotidiano ch’è riferito al senso dell’amore, perché mi fa sentire ancora umano e mi trasmette gioia in fondo al cuore! Il terzo pane, quello della droga, non m’interessa! Voglio la mia vita gestita col rispetto, senza foga e la coscienza rigida e pulita!
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Il pane quotidiano inteso come elemento basilare per il nostro vivere, e il pane quotidiano inteso come l’amore che ci illumina la vita rendendoci felici, non hanno nulla a che spartire con il pane quotidiano così chiamato da coloro che si alzano al mattino pensando alla droga, per loro la strada è quella del declino, giorno per giorno dovranno dibattersi nei meandri dello spaccio per procurarsi la dose necessaria al loro sostentamento quotidiano e questa non è vita! Meglio dunque vivere serenamente mangiando a tavola e amando a letto senza ulteriori impedimenti di natura controversa.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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