Gli occhi sposano notte e derivati
Marco Canonico Baca8175
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La notte è un nero lenzuolo
che si stende fra pupille e palpebre
dove incastrar le voglie mie
nel tuo impudico assenso
annientandomi tra gambe incognite
e riviver dello scarto del piacer tuo
aliti che scolpiscono un anarchico viso...
Miscela di ventri evapora e detona
in un'attenzione che merita solo l'infinito!
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L'autore
Marco Canonico Baca8175
Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!
Commenti (4)
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M
Morpheaemozionale12 gennaio 2008
questo è ventre della notte che mormora, si fa velo e leviga con lingua furente il desio notturno
P
Patrizia Chini12 gennaio 2008
interessante costruzione... il finale sarebbe veramente esplosivo se si fermasse a ”detona”...
Mario Bugli12 gennaio 2008
Niente di scontato nei versi di quest'autore... non c'è spazio per oniriche visioni... il centro dell'attenzione rimane l'uomo e la ricerca esasperata del piacere... la notte è un nero lenzuolo dove incastrare voglie e impudichi assensi!
Fippo213 gennaio 2008
D'accordo con Hyde... aggiungo che si avverte un senso di sconfitta, di rassegnazione a questa debolezza... belle poesia


