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Riflessioni 12 gennaio 2008 · lettura 1 min · 1463 letture

Gli occhi sposano notte e derivati

Marco Canonico Baca8175 377 poesie pubblicate
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La notte è un nero lenzuolo che si stende fra pupille e palpebre dove incastrar le voglie mie nel tuo impudico assenso annientandomi tra gambe incognite e riviver dello scarto del piacer tuo aliti che scolpiscono un anarchico viso... Miscela di ventri evapora e detona in un'attenzione che merita solo l'infinito!
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L'ho scritta sul cell... scusate per eventuali errori!

L'autore
Marco Canonico Baca8175

Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!

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Commenti (4)

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M
Morpheaemozionale12 gennaio 2008

questo è ventre della notte che mormora, si fa velo e leviga con lingua furente il desio notturno

P
Patrizia Chini12 gennaio 2008

interessante costruzione... il finale sarebbe veramente esplosivo se si fermasse a ”detona”...

Mario Bugli12 gennaio 2008

Niente di scontato nei versi di quest'autore... non c'è spazio per oniriche visioni... il centro dell'attenzione rimane l'uomo e la ricerca esasperata del piacere... la notte è un nero lenzuolo dove incastrare voglie e impudichi assensi!

Fippo213 gennaio 2008

D'accordo con Hyde... aggiungo che si avverte un senso di sconfitta, di rassegnazione a questa debolezza... belle poesia