L’inconsolabile dolore di una vedova
Colei che tutti chiamano la Morte,
vestita con un saio lungo e nero,
si mise a fianco a me, m’abbracciò forte
e, poi, con tono drastico, severo,
mi disse: “Caro amico son venuta
a prelevarti, gli ordini son questi,
perciò non ti doler, chi si rifiuta,
manifestando ritrosia con gesti
alquanto scriteriati ed evidenti,
peggiora solo l’ora di consegna,
e, quindi, senza strani turbamenti,
prepàrati, al destino che ti assegna
soltanto un’ora per sancir le cose,
disponi i familiari alla notizia,
la moglie, le persone premurose
e non ti far venire la mestizia!
Il tempo della vita è terminato,
perciò tralascia i pianti ed il dolore
e pensa che sei pure fortunato
avendo me a farti da tutore!
T’aspetto qui seduta sul divano,
però non fare il furbo, altrimenti,
incorrerai in un castigo arcano,
non puoi sottrarti a dei provvedimenti
decisi dal Potere Celestiale
di Dio, non si sfugge al Suo volere,
ti prego solo d’esser puntuale! ”
... Passò un’ora, poi, a malvolere
tornai in presenza dell’ambasciatrice
di morte che mi stava ad aspettare.
Appena che mi vide fu felice,
in quanto mi doveva accompagnare
dinanzi al Creatore della Vita.
...Appena che arrivammo in paradiso,
Iddio con una mossa assai sgradita
chiamò la Morte e, in tono assai deciso
le disse: “Non è questo il designato,
hai sbagliato di nuovo la persona,
il nome ed il cognome è rispettato,
ma questa è sempre stata onesta e buona,
si merita una vita prolungata,
col suo nome e cognome ci son sette
soggetti, ma dissimili in portata,
ovvero senza cariche provette!
Riportalo nel mondo e chiedi scusa,
però non farmi più di questi errori! ”
La Morte tesa, timida e confusa,
mi disse: “Vieni, ti accompagno fuori!
Ma non pensavo che ci stavan tanti
umani con gli estremi tutti uguali,
ti chiedo scusa con i sensi affranti,
torniamo nuovamente tra i mortali! ”
... ... ... ... ...
...Ho suonato alla porta, ...la consorte
mi ha guardato ed è sbiancata tutta,
per lei è stato un colpo alquanto forte,
un’orrida sorpresa, molto brutta!
Infatti m’è caduta tra le braccia,
non si muoveva più, sembrava morta,
aveva i nervi tesi sulla faccia ...,
all’improvviso è apparso sulla porta
un uomo alto, bello ed elegante
(la Morte l’ha guardato assai sorpresa),
doveva certo essere il suo amante ...!
Appena che mia moglie s’è ripresa
è subito fuggita verso il prato ...
La Morte mi ha guardato ed ha sorriso,
dicendo con un tono indelicato:
“Sapeva che tu stavi in paradiso ...!”
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
La fantasia del Garbellini è senza pari! (Antonio Terracciano)
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