Soffiaci dentro

Tendimi, cava, la mano
che raccolga gli umori
in un retaggio di saperi,
come i teneri covoni del grano
serbar sanno la sete in corpo
così, di vicoli di aria cibarsi
e dei cicalii del vento fidarsi
onde fugge, a voce, un corvo...
Premimi, calda, la tempia
e lussureggia il cuore,
dove il caldo storpia
soffiaci quel brivido di amore
che ti ha soffiato la Luna
o la Venere in disparte,
col suo chicco di fortuna,
ha elargito i doni ad arte...
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