Cala del rio
Franciscofp
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Violente vibrazioni s’infrangono
contro estatica scogliera dove
respiro annaspa nel dire addio
a divino anfratto,
rifugio dei miei pensieri
di solitudine.
Rimembro ancora
quando sussurrandoti al vento
il mio sconforto
inteneriti delfini
su onda schiumosa
raccoglievano le mie lacrime.
No, non ti rivedrò più
mia dolce oasi di quiete
ne accarezzerò negli occhi
i tuoi intensi tramonti
che, inseguendo
il festoso volteggiare di gabbiani reali,
allietavano intorpiditi istanti
stretti nella morsa d’un tempo avverso.
Mano ingorda, sull’isola alienata
ha crudelmente segnato il tuo destino
Ora, su rigida pietra
appare inciso: proprietà privata,
-a celebrare la perdita
di un bene pubblico
che giorni donò di felicità
ad ogni essere mortale-.
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L'autore
Franciscofp
Ho sempre avuto un bisogno intimo di imprimere su un foglio un episodio particolare,un qualcosa che mi avesse particolarmente emozionato,pensieri intimi che tenevo per me quando qualcuno un giorno leggendo dei miei versi mi incoraggiò a continuare ma è stato grazie all’incontro con “Scrivere “e alle tante gratificazion
Commenti (1)
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Francesco Rossi5 settembre 2020
Finissima composizione, le impressioni si susseguono e decantate con garbo e grazia accompagnano piacevolmente il lettore alla lettura della poesia.

