Figlio di un fremito
Duilio Martino
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Sono un lampo nel buio
un effimero fiato
come in autunno la tremula foglia.
Sono figlio d’un fremito
e pertanto non voglio
sprecare tempo respirando polveri
e inutili lamenti;
gli occhi li cedo ai semplici:
ai "gra, gra" delle rane nego orecchie
se in uno stagno da cent’anni stanziano.
Non concedo il mio tempo
agli scoraggiatori
al coro di cicale e ai cantatori
dello spopolamento...
non dedico il mio tempo
a prime voci e a usignoli insolenti.
Sono figlio d’un fremito
con la fragilità della farfalla
sono spiraglio e crepa dentro tenebre
la punta di speranza.
Non cedo orecchie ad alterchi e a minacce
e a tamburi di guerra
resto attento alla quiete
d’un torrente che scorre sottoterra.
©
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Duilio Martino
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sempre bravo duilio Segnalo con piacere (carla composto)
Si, meglio non prestare orecchio a chi mai tace. (Sara Acireale)
Commenti (1)
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carla composto10 settembre 2020
versi molto intensi che descrivono una pacata ribellione fatta di ragionamento lirica molto apprezzata elogio

