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Riflessioni 14 settembre 2020 · lettura 2 min · 752 letture

Pensiamo mai che siamo ancora vivi?

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Ogni volta che c’è un funerale ci sentiamo vicini e più vivi, è un impulso piuttosto normale, dopotutto non siamo cattivi! Quando scorre veloce la vita non doniamo piaceri o sorrisi, ci sentiam la coscienza pulita pur se a volte noi siamo narcisi. Riflettiamo guardando la bara, capo chino e silenzio assoluto, la persona ch’è morta era cara, meritava un sincero saluto. Le corone di fiori ammassate lungo il muro, ... la tomba è richiusa, le preghiere son già terminate e la gente riparte confusa. Terminata la triste funzione si ritorna di nuovo alla vita quotidiana e di quelle persone sentiremo parlar di sfuggita. Quella scena di morte è passata, un ricordo che resta nel cuore e la vita riprende affannata, c’è un impegno che attende da ore! ...La famiglia, il lavoro, il dovere, tutte cose che impongon la mente e nessuno ci può trattenere, ogni impegno diventa impaziente! E’ una cosa del tutto normale quel sentirsi legati alla vita, altrimenti staremo assai male senza aver la giornata gremita da pensieri che spingono a fare un qualcosa di nostro, interiore, lavorare e poter guadagnare per offrire con gioia d’amore l’occorrenza alla moglie ed ai figli, ciò fa parte del proprio dovere, la stanchezza produce sbadigli, ma l’azione ci arreca piacere. Sensazione assai naturale, ...ci si sente vitali soltanto quando siamo ad un funerale e pensiamo, dimessi, al compianto! Una volta cessato quel rito ritorniamo nel nostro alveare ed ognuno si sente rapito, perché ha sempre qualcosa da fare! Ma nessuno ripensa alla morte e nessuno ringrazia la vita, non abbiamo un carattere forte per capire che abbiam tra le dita un regalo immenso, divino che ci lascia godere con gioia, ...pur legato al ferale destino che alla fine si veste da boia! ...E si corre dal sorger del sole fino a quando tramonta alla sera, ma mi chiedo: “Ma cosa ci vuole a donare una dolce preghiera, un gradito e solenne pensiero a Colui che con benevolenza ci ha concesso un miracolo mero di goder della nostra esistenza?” Ma noi tutti, dal cuore egoista, non perdiamo mai tempo a pregare, la coscienza dell’opportunista non si piega al dover ringraziare!
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Viviamo presi da mille problemi, corriamo avanti e indietro tutto il giorno, ma non pensiamo mai che siamo ancora vivi! Solo in presenza della morte di qualcuno, e soprattutto durante il funerale, riflettiamo su quanto la morte è diabolica e solo allora ci rendiamo conto di quanto sia importante la vita e la nostra salute!

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (1)

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Antonio Terracciano14 settembre 2020

"Mors tua, vita mea" ... Non vorrei sembrare cinico, ma secondo me ai funerali è questo il pensiero che prevale nelle coscienze dei vivi (degli ancora vivi) . "Meno male che questa volta non è toccata a me! ", spesso pensiamo, anche se non lo vogliamo ammettere, quando seguiamo compunti quelle cerimonie o, più esplicitamente, (come pure ho visto fare a qualcuno talvolta), le accompagniamo con qualche non celato soddisfatto sorriso...