Riflessioni
14 settembre 2020
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Pensiamo mai che siamo ancora vivi?
Ogni volta che c’è un funerale
ci sentiamo vicini e più vivi,
è un impulso piuttosto normale,
dopotutto non siamo cattivi!
Quando scorre veloce la vita
non doniamo piaceri o sorrisi,
ci sentiam la coscienza pulita
pur se a volte noi siamo narcisi.
Riflettiamo guardando la bara,
capo chino e silenzio assoluto,
la persona ch’è morta era cara,
meritava un sincero saluto.
Le corone di fiori ammassate
lungo il muro, ... la tomba è richiusa,
le preghiere son già terminate
e la gente riparte confusa.
Terminata la triste funzione
si ritorna di nuovo alla vita
quotidiana e di quelle persone
sentiremo parlar di sfuggita.
Quella scena di morte è passata,
un ricordo che resta nel cuore
e la vita riprende affannata,
c’è un impegno che attende da ore!
...La famiglia, il lavoro, il dovere,
tutte cose che impongon la mente
e nessuno ci può trattenere,
ogni impegno diventa impaziente!
E’ una cosa del tutto normale
quel sentirsi legati alla vita,
altrimenti staremo assai male
senza aver la giornata gremita
da pensieri che spingono a fare
un qualcosa di nostro, interiore,
lavorare e poter guadagnare
per offrire con gioia d’amore
l’occorrenza alla moglie ed ai figli,
ciò fa parte del proprio dovere,
la stanchezza produce sbadigli,
ma l’azione ci arreca piacere.
Sensazione assai naturale,
...ci si sente vitali soltanto
quando siamo ad un funerale
e pensiamo, dimessi, al compianto!
Una volta cessato quel rito
ritorniamo nel nostro alveare
ed ognuno si sente rapito,
perché ha sempre qualcosa da fare!
Ma nessuno ripensa alla morte
e nessuno ringrazia la vita,
non abbiamo un carattere forte
per capire che abbiam tra le dita
un regalo immenso, divino
che ci lascia godere con gioia,
...pur legato al ferale destino
che alla fine si veste da boia!
...E si corre dal sorger del sole
fino a quando tramonta alla sera,
ma mi chiedo: “Ma cosa ci vuole
a donare una dolce preghiera,
un gradito e solenne pensiero
a Colui che con benevolenza
ci ha concesso un miracolo mero
di goder della nostra esistenza?”
Ma noi tutti, dal cuore egoista,
non perdiamo mai tempo a pregare,
la coscienza dell’opportunista
non si piega al dover ringraziare!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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