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Riflessioni 15 settembre 2020 · lettura 1 min · 1272 letture

Gli agi

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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Oggi i giovani crescono negli agi con le stanze stracolme spenti e privi di spazi da occupare e di vuoti da vivere e di nuvole da fendere e di selve da scrutare e di grotte nascoste; un segreto rifugio o i buchi oscuri d’una vecchia soffitta con ragnatele e polvere sui muri... manciate di memorie di tracce che raccontano storie semplici e stelle nei cassetti: la bambola di pezza e i soldatini un abito da sposa un telaio tarlato e una Olivetti la cara presentosa e altri mille frammenti di cammini. Ci si credeva ricchi se solo si era usciti dall’abisso della nera indigenza se si aveva abbastanza grano e vino e viveri in credenza. Ricchezza era tenere luce dentro la presa di coscienza uscire vivi dalla dura notte e abbracciare il mattino.
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Versi nostalgici ma belli. (Sara Acireale)

Like. Un bel riflettere. Grande. (Francesco Rossi)

Commenti (1)

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Sara Acireale16 settembre 2020

Ci si sentiva ricchi: bastava avere la luce dentro casa, una vecchia olivetti e la posateria d’argento. Si usciva da una notte buia e tempestosa e allora... ci si sentiva ricchi con poche cose. Poesia nostalgica, versi un po’ malinconici pensando a una storia del passato che non ritornerà mai più ma rimangono i ricordi tatuati dentro il cuore.