Gli agi
Duilio Martino
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Oggi i giovani crescono negli agi
con le stanze stracolme
spenti e privi di spazi da occupare
e di vuoti da vivere e di nuvole
da fendere e di selve
da scrutare e di grotte nascoste;
un segreto rifugio o i buchi oscuri
d’una vecchia soffitta
con ragnatele e polvere sui muri...
manciate di memorie
di tracce che raccontano
storie semplici e stelle nei cassetti:
la bambola di pezza e i soldatini
un abito da sposa
un telaio tarlato e una Olivetti
la cara presentosa
e altri mille frammenti di cammini.
Ci si credeva ricchi
se solo si era usciti dall’abisso
della nera indigenza
se si aveva abbastanza grano e vino
e viveri in credenza.
Ricchezza era tenere luce dentro
la presa di coscienza
uscire vivi dalla dura notte
e abbracciare il mattino.
©
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L'autore
Duilio Martino
La bacheca della poesia
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Versi nostalgici ma belli. (Sara Acireale)
Like. Un bel riflettere. Grande. (Francesco Rossi)
Commenti (1)
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Sara Acireale16 settembre 2020
Ci si sentiva ricchi: bastava avere la luce dentro casa, una vecchia olivetti e la posateria d’argento. Si usciva da una notte buia e tempestosa e allora... ci si sentiva ricchi con poche cose. Poesia nostalgica, versi un po’ malinconici pensando a una storia del passato che non ritornerà mai più ma rimangono i ricordi tatuati dentro il cuore.

