Senza nome e senza amore
L’indifferenza d’un grigio mattino e
l’incavo d’un muro scrostato,
il giogo d’un fato perverso.
Le mani che t’hanno posato
tra poveri stracci nell’ angolo buio
forse han sfiorato quel viso bambino,
poi l’addio, baciandoti piano.
Seccherà quel seno di madre
come stoppia d’agosto
scalderà rabbia, sorda e cieca,
e il tempo avrà figlio un rimpianto.
Senza nome tu piangi e
d’un lieve vagito s’agita l’aria,
mentre a un passante stupito il mattino
d’una promessa di vita fa dono.
Sarà carne un desiderio,
e dolce il sonno fra braccia d’amore,
e chissà se mai – domani - perdonerai
tua madre.
©
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Ho letto con piacere la poesia. Complimenti Saluti (Francesco Rossi)
Il mio Like (Francesco Rossi)
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