Generazioni

Il viso disteso lo sguardo lontano,
un vecchio signore seduto nel parco
con forza respira quest’aria che spira.
Curioso lo guardo saluto con garbo,
con fare elegante ricambio il sorriso.
Mi invita a parlare s’illumina il viso.
E’ solo e malato non sa cosa fare,
nessuno ha più voglia di starlo a sentire.
Da prode ha lottato in cella è finito
violenze e soprusi ha vissuto e subito,
ed ora che al mondo vorrebbe gridare
”la guerra non serve amate la vita! ”,
nessuno lo sente, sembra esser finita.
Ma lui non si arrende mi parla con calma
con voce suadente ed un groppo alla gola;
ricorda una donna sua bella signora,
che ha amato davvero di amore sincero.
”L’amore, - figliolo, si vive con l’altro,
per esso si lotta con strenuo dolore,
non è di dirittoma spinta del cuore.
Se il mondo capisse che grande è l’amore
sarebbe di certo salvato da orrore”.
Due sole parole sussurro con calma
poi un breve silenzio e un abbraccio sincero.
Il vecchio e il ragazzotra risi e singhiozzi,
un giorno epocale han dipinto la vita.
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Commenti (1)
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L Falchero13 gennaio 2008
quadro delizioso di uno scambio di parole ed esperienze, di un arricchimento reciproco... molto bella e vera.
