Spez z a ndomi
rumori
nell'universo rigido
di una notte d'ardesia
echi come spasmi
senza ritorno visibile.
ruvido
è il tocco di lingua
che mira la luna,
saliva di ragno
intrappola dolce
la mora e il suo rovo
(..presagi agrodolci)
mentre labbra si sgretolano
bucate di sale...
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Commenti (2)
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Zima14 gennaio 2008
splendido esempio di poesia criptica ma affascinante, in cui coinvolgere uno per uno i sensi. il significato occulto nelle parole, trasmette però una sensazione di costrizione, di immobilità non voluta, agrodolce tra succo di mora e labbra screpolate. bellissima!
Giuseppe anfortas Guidolin14 gennaio 2008
Parole intense e concise di essenziale bellezza rivelata in immagini e riflessioni accennate che lasciano intravedere le dolorose incertezze ed esitazioni connaturate a una dimensione interiore di incompiutezza e incompletezza di aspirazioni e desideri ancora inespressi o immaginati, ma costantemente tesi a ricercare nei moti inquieti ma vitali dell'anima un loro ideale e rinnovato equilibrio. Raffinata e incisiva!

