Resilienza
Ventola raffaele
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Umiliami pure
come fossi un giunco spezzato
tra i saldi canneti
adesso che tremo sulle tue ginocchia...
adesso che nel sereno vive la tristezza
e gocciola la mia parola
come lamento di cenere.
Umiliami con la forza della paura
ma non legarmi al rancore insoddisfatto.
Voglio essere libero di morire
ogni volta che sorrido ad un fiore di collina
o cerco il punto più alto del palissandro
per vedere il volo dei miei occhi
appendersi alle nuvole leggere.
La mia gola cerca un ultimo fiato
come il mare calmo cerca il vento
quando si inabissa nelle vene della notte.
L’anima si disperde nei retaggi del buio
come l’ombra fuggente sui muri bagnati di brina.
Eppure tinnisce
come una bandiera innalzata
sull’asta altissima della speranza
e chiede al vento le spore eterne
nel cielo sconfinato della resilienza.
©
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L'autore
Ventola raffaele
Mi diletto a scrivere da sempre , ma solo ultimamente mi é venuta la voglia di esternare le mie emozioni e condividerle .....con voi. Ringrazio la gentile redazione tutti gli autori del sito e tutte le persone che mi leggono!!
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Ho letto con piacere la poesia. Complimenti Saluti (Francesco Rossi)
Like Complimenti. (Francesco Rossi)
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