Un caos ordinato
Pensieri accumulati nella testa in disordine,
come in ellittiche e ripetitive orbite,
sembravano scontrarsi fra loro caotici
e attorcigliavano la mente come ipnotici.
Roboanti andirivieni di emozioni,
incalzanti come ansie disperate,
a cercar negli eventi quelle delusioni
riposte nelle aspettative inappagate.
Il caos consente di sognare,
corre disordinato fra i pensieri a decifrare
un’emozione che vuol essere inseguita,
quella sensazione di non essere scontata.
E navigare fra quel disordine ammassato
certi di aver nel tempo individuato
quello spiraglio luminoso e altisonante,
riconoscibile in quel caos ed invadente.
Poi l’ordine elimina il superfluo e il non classificato,
ogni pensiero diviene conciso e dettagliato
come se a ritrovar quell’emozione
non servisse di inseguire alcuna sensazione.
Quando sopravviene sembra tutto immobilizzato,
fissato nella mente e allineato,
bloccato quel disordine di pensieri
ormai ligi e solo all’ordine forieri.
Capita quando hai eroso il tempo,
scandagliato ogni andito nel frattempo,
tra lo scorrere della vita costante ed immutata
e la percezione che fosse irrimediabilmente affaticata.
Muore così quel disordine mentale
lasciando che sia l’ordine a primeggiare,
fermando il caos che imperava nella mente
e allineando i pensieri in modo intransigente.
Come piuma che ha volato
sospesa nell’aria ed ondeggiante,
così il pensiero d’improvviso ha poi planato
su una terra secca e riluttante.
Ora è come piuma inerme
esposta sempre alle intemperie
ma nei ricordi ormai stipati ha più conferme
di esser stata, di quel caos, una vera fuoriserie.
©
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👍 complimenti... ben fatta (Alessandro Sermenghi)
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