Il tuo nome
Leggo il tuo nome,
scorrendo in rubrica,
mi provoca un male,
il respiro fatica.
Di nostalgia mi nutro,
solo un rimpianto appare,
quel contatto tra di noi,
e non quello al cellulare.
Quell’ultimo abbraccio,
dalla legge a noi negato,
a pensarci solo adesso,
è una bestemmia contro il fato.
Provo a fingere lo ammetto,
tento anche a ricucire,
ma il momento che viviamo,
vieta di viaggiare e uscire.
Delle volte parte il pianto,
lo abbiam sempre trattenuto,
ma ora non me ne volere,
e mi scuso se ho ceduto.
Rileggo il tuo nome,
scorrendo tra i contatti,
mi manchi Caro Uomo,
vorrei solo parlarti.
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Chiara e toccante. Complimenti 👍 (Alessandro Sermenghi)
Commenti (1)
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Alessandro Sermenghi18 novembre 2020
Stupenda poesia significativa... tra persone non più in contatto, la rubrica o qualcosa di scritto "col Suo nome" e questo rimane sempre oltre alla ripromessa di riallacciare un rapporto d’amore o d’affetto... il solo rivedersi, il solo tentativo di poter chiarire qualcosa che è rimasto in sospeso nel nostro animo, che nell’impossibilità ci rende persi.
