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Sociale 24 novembre 2020 · lettura 2 min · 681 letture

L’ultima speranza affidata al vaccino

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Sembriamo tante pecore abbandonate al pascolo, un microbo invisibile ci fa sentire vittime d’un vivere sabbatico, ci piace d’esser critici per colpa delle regole che sono disagevoli. Viviamo in modo apatico ad aspettare un valido vaccino che s’adoperi a immunizzarci il fisico. Saran per primi i medici e poi secondo l’ordine, gli anziani in stato debole con qualche problematica. E gli altri ... ricchi e poveri aspettano il miracolo, purtroppo poi s’ammalano e molti di lor muoiono. Si mira a contenere il viatico del microbo con ristrettezze al popolo che come sempre è vittima a cui non serve chiedere, ma basta imporre il rigido comportamento lecito ..., ...regime senza titolo. La gente tace e mastica l’amaro fiele e il fegato trasmette riprovevoli giudizi perché succube! Noi siamo responsabili e ci atteniamo agli obblighi, però la vita statica di certo non è florida! Il virus è un pericolo per tutti quanti in genere e ci dobbiam convivere provando un forte brivido. Ci sembrano incredibili queste vicissitudini che stiam vivendo rigidi, ma in senso assai sporadico. Ormai la vita magica vissuta in tempi ottimi è diventata un futile miraggio da raggiungere. S’ingoia pane e collera e senza avere un dialogo diretto coi più intimi, ci siamo ridotti al minimo. Non si può più sorridere, non si riesce a piangere neppure per le vittime che ogni giorno muoiono. Non ci possiamo arrendere a questo insopportabile malefico autocrate che ci fa viver statici. Viviamo dentro un incubo, soffriamo in modo vivido, non ci sentiamo liberi con l’animo ch’è apatico. In questa insana disputa possiamo solo perdere, il virus è imbattibile ed il vaccino làtita. Dobbiamo solo attendere quest’avido antidoto sperando in un buon esito per farci al fine vincere!
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Quest’incubo non vuole smettere di torturarci, ci sta facendo vivere un’esistenza davvero statica, anomala, insufficiente, siamo in balìa di uno tsunami senza fine, ci sentiamo chiusi in trappola, come i topi dentro una fogna e non riusciamo ad uscire da questa drammatica situazione. Nessuno avrebbe mai immaginato una sciagura del genere con quasi un milione e mezzo di defunti, viviamo nel lutto giornaliero più completo! Speriamo solo che il vaccino possa in qualche modo aiutarci ad uscire da questo tunnel buio e pauroso, l’ultima speranza è affidata al vaccino.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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