L’ultima speranza affidata al vaccino
Sembriamo tante pecore
abbandonate al pascolo,
un microbo invisibile
ci fa sentire vittime
d’un vivere sabbatico,
ci piace d’esser critici
per colpa delle regole
che sono disagevoli.
Viviamo in modo apatico
ad aspettare un valido
vaccino che s’adoperi
a immunizzarci il fisico.
Saran per primi i medici
e poi secondo l’ordine,
gli anziani in stato debole
con qualche problematica.
E gli altri ... ricchi e poveri
aspettano il miracolo,
purtroppo poi s’ammalano
e molti di lor muoiono.
Si mira a contenere
il viatico del microbo
con ristrettezze al popolo
che come sempre è vittima
a cui non serve chiedere,
ma basta imporre il rigido
comportamento lecito ...,
...regime senza titolo.
La gente tace e mastica
l’amaro fiele e il fegato
trasmette riprovevoli
giudizi perché succube!
Noi siamo responsabili
e ci atteniamo agli obblighi,
però la vita statica
di certo non è florida!
Il virus è un pericolo
per tutti quanti in genere
e ci dobbiam convivere
provando un forte brivido.
Ci sembrano incredibili
queste vicissitudini
che stiam vivendo rigidi,
ma in senso assai sporadico.
Ormai la vita magica
vissuta in tempi ottimi
è diventata un futile
miraggio da raggiungere.
S’ingoia pane e collera
e senza avere un dialogo
diretto coi più intimi,
ci siamo ridotti al minimo.
Non si può più sorridere,
non si riesce a piangere
neppure per le vittime
che ogni giorno muoiono.
Non ci possiamo arrendere
a questo insopportabile
malefico autocrate
che ci fa viver statici.
Viviamo dentro un incubo,
soffriamo in modo vivido,
non ci sentiamo liberi
con l’animo ch’è apatico.
In questa insana disputa
possiamo solo perdere,
il virus è imbattibile
ed il vaccino làtita.
Dobbiamo solo attendere
quest’avido antidoto
sperando in un buon esito
per farci al fine vincere!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
s
Tutte le opere →
L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sperando che il rimedio non sia peggiore del male! (Antonio Terracciano)
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!