Costellare la notte di sogni
Vorrei la notte che porta il sonno
e poi del sonno vorrei l’oblio.
A volte vorrei dormire anche di giorno
per poter dire alla fatica addio.
Guardo fisso a me davanti e vedo il buio
ed è giorno o notte non cambia,
eppure dal mio cuore non sgorga odio,
è solo chiuso e offeso nella mia stessa gabbia.
Sbarre che imprigionano,
restie ad ogni abbandono,
tenaci come un vento d’uragano
che a resister ogni sforzo sembra vano.
E si fa notte,
l’infelicità sembra addolcirsi
e le paure escono dalla mente;
quando il buio inghiotte
pare smettano di accanirsi
liberandola in modo sorprendente.
E l’anima esige il sonno,
sembra averne un estremo bisogno,
come se nella notte di sogni costellata
il riposo scovasse quella pace sì anelata!
©
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