Natale con mascherina e coprifuoco
Il prossimo Natale lo vivremo
in modo veramente molto strano
non ci saran gli abbracci con i baci
e non potremo stringerci la mano.
A tavola dovremo star distanti
almeno un metro, vige la paura
per colpa del malefico contagio,
con l’atmosfera fredda ed insicura.
Consumeremo il solito cenone,
ma l’appetito non sarà festante,
per via dei troppi morti d’ogni giorno ...
...il gusto sarà meno rilevante.
L’attesa più frenetica quest’anno
si sta vivendo in preda all’incertezza,
perché la sensazione del momento
non ci trasmette alcuna sicurezza!
Nell’aria si respira un qualche cosa
di triste ed i pensieri sul futuro
diventano più neri del carbone,
poiché non c’è più nulla di sicuro.
E quel milione e mezzo di defunti
colpisce il nostro cuor profondamente,
nessuno può fermare questa strage
che seguita a infierir continuamente!
La festa più fantastica dell’anno
ci vede tutti quanti frastornati,
stavolta, lo dobbiamo confessare
che non ci trova affatto preparati!
Natale con un velo di tristezza,
Natale con la maschera sul viso,
ci scambieremo ancora “Tanti Auguri”,
ma senza poter fare alcun sorriso!
Sull’albero addobbato a meraviglia
e con le luci poste a intermittenza
si poseranno gli occhi mesti e stanchi,
afflitti per la grave contingenza.
Natale è un giorno unico, speciale,
in cui ci ritroviam tutti in famiglia,
però stavolta non si può davvero
ballare la simpatica quadriglia.
A cena poi dovremo star distanti,
le mani non si devono toccare,
mangiare in modo accorto ed alla fine
versare lo champagne per festeggiare.
Sarà un Natale molto contenuto
per via di tutti questi impedimenti
che vietano le note tradizioni
per colpa dei contagi impenitenti.
E quindi ci togliam la mascherina
per prender parte al solito cenone,
ma ci sentiam frenati ed impediti
a svolgere qualsiasi trasgressione.
Il virus ci costringe a stare buoni,
in pratica ci vieta i movimenti,
pertanto dobbiam stare sempre all’erta,
...ci metteremo tutti ... sull’attenti!
Natale è bello, ma il clima è brutto,
non c’è quell’atmosfera natalizia
che s’avvertiva già da un mese prima
con l’aria profumata di delizia.
Adesso questa festa l’aspettiamo
in modo molto meno accalorato,
perché c’è questo microbo furioso
che non permette un vivere appropriato.
Perciò quel giorno assai particolare
uniamoci in famiglia con amore,
ma manteniamo rigido il contegno
mangiando con la gioia in fondo al cuore.
Alziamo i nostri calici su, in alto,
brindando alla salute ed al futuro
più sobrio, col vaccino che ci salvi,
in modo veramente imperituro!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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