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Festivita' 8 dicembre 2020 · lettura 3 min · 712 letture

Natale con mascherina e coprifuoco

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Il prossimo Natale lo vivremo in modo veramente molto strano non ci saran gli abbracci con i baci e non potremo stringerci la mano. A tavola dovremo star distanti almeno un metro, vige la paura per colpa del malefico contagio, con l’atmosfera fredda ed insicura. Consumeremo il solito cenone, ma l’appetito non sarà festante, per via dei troppi morti d’ogni giorno ... ...il gusto sarà meno rilevante. L’attesa più frenetica quest’anno si sta vivendo in preda all’incertezza, perché la sensazione del momento non ci trasmette alcuna sicurezza! Nell’aria si respira un qualche cosa di triste ed i pensieri sul futuro diventano più neri del carbone, poiché non c’è più nulla di sicuro. E quel milione e mezzo di defunti colpisce il nostro cuor profondamente, nessuno può fermare questa strage che seguita a infierir continuamente! La festa più fantastica dell’anno ci vede tutti quanti frastornati, stavolta, lo dobbiamo confessare che non ci trova affatto preparati! Natale con un velo di tristezza, Natale con la maschera sul viso, ci scambieremo ancora “Tanti Auguri”, ma senza poter fare alcun sorriso! Sull’albero addobbato a meraviglia e con le luci poste a intermittenza si poseranno gli occhi mesti e stanchi, afflitti per la grave contingenza. Natale è un giorno unico, speciale, in cui ci ritroviam tutti in famiglia, però stavolta non si può davvero ballare la simpatica quadriglia. A cena poi dovremo star distanti, le mani non si devono toccare, mangiare in modo accorto ed alla fine versare lo champagne per festeggiare. Sarà un Natale molto contenuto per via di tutti questi impedimenti che vietano le note tradizioni per colpa dei contagi impenitenti. E quindi ci togliam la mascherina per prender parte al solito cenone, ma ci sentiam frenati ed impediti a svolgere qualsiasi trasgressione. Il virus ci costringe a stare buoni, in pratica ci vieta i movimenti, pertanto dobbiam stare sempre all’erta, ...ci metteremo tutti ... sull’attenti! Natale è bello, ma il clima è brutto, non c’è quell’atmosfera natalizia che s’avvertiva già da un mese prima con l’aria profumata di delizia. Adesso questa festa l’aspettiamo in modo molto meno accalorato, perché c’è questo microbo furioso che non permette un vivere appropriato. Perciò quel giorno assai particolare uniamoci in famiglia con amore, ma manteniamo rigido il contegno mangiando con la gioia in fondo al cuore. Alziamo i nostri calici su, in alto, brindando alla salute ed al futuro più sobrio, col vaccino che ci salvi, in modo veramente imperituro!
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Nessuno mai si sarebbe immaginato di vivere un Natale così particolarmente strano. Neppure i più grandi scrittori di fantascienza avrebbero potuto descrivere l’atmosfera che stiamo vivendo, l’angoscia che stiamo sopportando, è un attesa anomala, diversa da quella dei precedenti Natali in cui c’era ben altro clima natalizio, fatto di gioia e di emozione, purtroppo il virus ci ha condizionati a vivere in modo altamente diverso, siamo costretti a girare con la mascherina e il coprifuoco di notte, anche quella del primo dell’anno, speriamo che il vaccino possa compiere il miracolo.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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