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Uomini 11 dicembre 2020 · lettura 2 min · 793 letture

Paolo Rossi, lo chiamavano "Pablito"

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Ti chiamavano “Pablito”, il tuo nome? Paolo Rossi, iniziasti la carriera coi colori bianco- rossi. Il tuo fisico non era come quello di un gigante, ma dribblavi gli avversari in un modo esilarante! Col Vicenza sei esploso con sessanta segnature cominciarono a seguirti molte squadre più mature ... La Juventus t’ha chiamato, le servivan le tue reti, ti seguivano i tifosi e tu li rendesti lieti. La Juventus con il Milan, poi il Perugia col Verona, la tua vivida carriera meritava una corona. Tutti noi ti ricordiamo al mondial dov’hai compiuto un’impresa eccezionale con sei reti in assoluto e sei stato dichiarato il migliore cannoniere, le segnasti con furbizia ed in tutte le maniere! Col Brasile quella volta con tre reti al tuo attivo, ti sentisti all’improvviso d’essere diventato un divo! Ci facesti emozionare in un modo furibondo ..., e portasti il tricolore sulla sommità del mondo! In quell’anno meritasti la corona dell’alloro, perché tu vincesti pure il pallone tutto d’oro! Hai giocato in varie squadre ed hai messo in ogni azione ogni stilla di sudore con il cuore del campione! Ti ricordano gli amici pure s’eri un avversario, ma per elencarli tutti ... uscirebbe ...un calendario! ...... ... ... ... ... Ma quel dieci di dicembre ...la notizia della morte! Hai lasciato in tutti noi un dolore troppo forte! E la tua fedele sposa che t’ha amato all’infinito ha postato la tua foto ..., ricordandoci ... “Pablito”. Come tanti tuoi tifosi ti seguivo nelle gare, ogni volta che segnavi mi facevi emozionare. Noi ti ringraziamo tutti formidabile campione perché tu c’hai regalato quella notte d’emozione! Ora insieme a Maradona stai giocando in paradiso, ma ci mancherà per sempre il tuo splendido sorriso!
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Era un giocatore semplice, senza arroganza o mostrandosi eccentrico, sorrideva a tutti, la sua innata simpatia e la gentilezza attirava le persone, quella notte del 1982 che diventammo campioni del mondo, col tuo fisico minuto sparivi in mezzo ai titolari azzurri tutti alti e poderosi, ora non ci sei più, tutti ti ricordano per i tuoi goal, ma come uomo eri singolare, tua moglie e le tue figlie lo sanno bene, per loro eri veramente la cosa più bella del mondo, solo un morbo crudele poteva fermare i tuoi dribbling ubriacanti contro gli avversari, Pablito riposa in pace.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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