Io di me
Saverio Chiti
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È tempo di alzarsi in piedi
di far misurare la statuaria mole
in tutta l’imponenza della postura...
È arrivato il momento di gridare al cielo
lo schifo di questa lordura
che davanti a me si mostra
come a biasimare il passo altrui...
È tempo di girare le spalle all’io di me
poiché anch’esso si è dimostrato
poca cosa nei confronti della retta via.
È buio e sozzo il confine che si trasfigura
nel morire del sole, come fosse cosa ormai certa
acclarata ultima ratio di un’esistenza
persa nei riverberi di una ragione.
Non più uomo di fede o di emozione
non più anima infranta alla devozione
non più buonismo di bassa lega
ma certezza di un io di me
che scrive e parla ben sopra le mura
di un castello in aria, dove ogni respiro
si nutre di dogma e fede.
All’io di me, niente più ora chiedo
e alzando la mano a pugno
chinando leggermente il capo
al vento il mio urlo cedo
LIBERTÀ...
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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