Natale di te
Saverio Chiti
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Il bianco della neve si perde
nei confini dello spumoso cielo
in quella linea dell’orizzonte
che si fonde con l’anima mia
come fosse una sparuta goccia di pioggia
in balia di un mare senza destino,
mentre il grande camino della casa
scalda il cuor mio
che si scioglie come burro
alla fiamma della passione,
c’è in me la percezione del chiaroscuro
in questa stanza ch’è sofferenza
se tu non sei presente,
non ti dissi addio quella mattina
quando con un bacio in fronte
ti lasciai sul letto tuo di ventura,
da allora niente è cambiato,
se non il lento passare del tempo
che scorre e si scongela
come neve al sole dell’impotenza,
solo in sogno ti ritrovo o in vecchie foto,
le conservo sul cuore come fa ogni figlio
consapevole dell’essere stato amato.
Suoni e luci stracceranno il cupo mio pensiero
come fossero pagine già vissute
in una breve vita a te dedicata,
chissà se tutto il mio amore
ti basterà per renderti ancora felice
e se in te il sorriso sboccerà come allora
quando una tua carezza poneva fine
al pianto di quel figlio
che più trovava ristoro nelle parole
che nell’amore ribadivano l’estrema unione
nel legare una madre al suo domani...
Chissà se saprò amarti ancora di più
nonostante ora viva nel ricordo
cibandomi di te, che tuttora
sei mio nutrimento d’amore...
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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