Eutanasia di un borgo
Duilio Martino
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Ogni volta che torno
respiro i pezzi di un tempio sepolto
e in austero silenzio
tra le lapidi scorro i nomi e i volti.
Ogni volta che torno
rincorro aurore nel grembo del borgo
perdendomi tra i palpiti
tra fragranti reliquie
scampate a scempi e tra limpide impronte.
È qui che trovo la bruciante quiete
figlia di mille aborti
di colpevoli inerzie e tradimenti.
Ai dettagli minuti
ci pensò poi la morte.
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L'autore
Duilio Martino
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Molto bella. Il mio augurio. (Francesco Rossi)
Versi nostalgici che ho molto apprezzato. (Sara Acireale)
bella duilio S di cuore (carla composto)
Commenti (2)
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Sara Acireale1 gennaio 2021
Ritornare al borgo e trovare sempre meno persone è qualcosa che fa male. Tornare e non vedere più (tra i vivi) persone a noi care che sono state inghiottite dalla polvere del tempo fa provare un senso di disorientamento. Però è in questo luogo che abbiamo lasciato le nostre radici e tutto ciò che resta ci ricorda sempre la nostra infanzia e la prima giovinezza.
carla composto4 gennaio 2021
Le nostre radici cambiate non più come il poeta le ricordava la nostra infanzia quasi cancellata bellissima opera da elogiare


