Rovine

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bella ed apprezzata. Buona serata sf (Alberto De Matteis)
Incantevoli versi su cui neditare. Ottima lirica (Emilia Otello)
Sempre originali le tue opere. (Sara Acireale)
Versi profondi che apprezzo (Sara Acireale)
Versi significativi pieni d’animo 👍 (Alessandro Sermenghi)
Commenti (3)
Questi versi molto crudi e veri nascono dalla constatazione che il poeta Francesco Rossi fa del mondo e della società attuale. Egli vede "rovine" dalle quali difficilmente si può uscire. Anche se può sembrare irriverente, egli dice, poso il mio fardello, impreco al chiasso del mondo, al suo rumore assordante, capace di togliere il respiro. Sono parole che fotografano l’attualità ed occorre una volontà sovrumana per poter cambiare direzione, per non rimanere schiacciati e fagocitati dal chiasso e dal rumore assordante di cui parla l’Autore. Poesia molto apprezzata e da cui si scorge l’anima del poeta e dell’uomo.
Una ribellione del Poeta che mi sento di condividere. C’è troppo chiasso nel mondo... troppe sono le parole vuote, invece ci sarebbe bisogno di serenità e di silenzio (quel silenzio magico che il Poeta trova in mezzo alla natura). Noto che questo autore trova spunto per le sue composizioni nei molteplici aspetti della vita essendo un osservatore acuto e profondo.
Il dramma che fa cercare una soluzione radicale che spinge a guadare il mondo per cercarne riparo dall’incoerenza legata alla confusione, che ne fa da guida. Finalmente riparato, dove regna solo la natura, cessa lentamente l’esasperazione, e si domanda chi può riportarlo alle origini.



