Solo un virus
Mani che non si possono sfiorare,
corpi che non si possono accostare,
passi misurati per doversi distanziare.
Baci lanciati da lontano con le mani ad accennare,
abbracci troppo preziosi per poterli realizzare
e suoni non più sussurrati da doverli decifrare.
Sono baci e abbracci nella distanza
che supplicano perdono,
privati appieno della loro essenza
rifuggono ogni sorta di abbandono.
Però resta l’intensità degli occhi
e gli sguardi che si addensano sugli occhi,
sguardi che trapassano le mascherine
oltre ogni corporeo confine.
Dialoghi immaginati
come flussi di parole nel silenzio,
timidi e costernati
da non poter urlare alcun annunzio.
Pensiamoli allora durevoli o infiniti,
carichiamo il silenzio di gesti simulati,
annulliamo ogni distanza con la mente
perché nessun virus fra noi sia realmente dirompente.
©
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