Ti baciai di soppiatto ai bordi dell’orizzonte
massimo turbi
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Annusavi silenzi come fossero odori
impregnanti di spiritualità poetiche,
le ombre si vestirono di gatti curiosi
a fiutare pigli ardenti attorno a noi.
Ti baciavo con ferveri occhi diamantati,
acme d’incanti visioni
e campane tibetane fasciate dal brahma
custodivano la leggerezza dell’elisir.
Tappeti floreali di gialli colori
sbuffavano fra gli alberi nudi di primizie;
scivolavi fra vie a piedi scalzi
come passeggiare fra nuvole galleggianti.
Scorgevo con incredulità fanciullesca
nature morte adagiate in vimini contadine,
frastuoni di oblii rivestivano con ardore
chiese affrescate da madonne miracolose...
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