La fabbrica di anime
Ventola raffaele
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C’eravamo anche noi
a ritagliare gli angoli di sole
seduti sulle ali
dei purpurei aliti di vita
elemosinando aurore
alle pozzanghere colme di cielo.
Fermi alla fonte
vedemmo la maggiorana
maturarci negli occhi
e il fiore
dare pane all’ape
nel giorno dell’arsura.
Ci guadagnammo l’eterno
contando le stelle di Andromeda
a cavalcioni sull’ignoto
nei giardini vergini d’infanzia.
Tanto lontane
che gli occhi si sgranavano di luce
mentre il frutto
della gemma stellata
moriva sulle nostre tenere ginocchia
profumate di fango e giochi antichi.
Esuli ponti sferzati dagli eventi
che riparavano nei granai, a sera
per addormentarsi in una carezza di latte.
Ma il fumo denso delle nebbie
diventava livido al costato
se negli alti camini, esposti a Dio
cresceva randagio
l’urlo freddo del cinereo inverno.
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L'autore
Ventola raffaele
Mi diletto a scrivere da sempre , ma solo ultimamente mi é venuta la voglia di esternare le mie emozioni e condividerle .....con voi. Ringrazio la gentile redazione tutti gli autori del sito e tutte le persone che mi leggono!!
Commenti (2)
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Duilio Martino16 gennaio 2021
Un viaggio nel passato tanto difficile quanto profumato di fango e di giochi antichi, aimé macchiato da quell’urlo freddo del cinereo inverno. Tantissime metafore per una ottima Poesia.
Francesco Rossi19 gennaio 2021
A ritroso nel tempo e un emergere di sensazioni che in poetica assumono un valore che fissa il punto di partenza e di arrivo.


