La pioggia
La pioggia non cancella le mie orme
e purtroppo o per fortuna
neanche le mie rughe e le mie voglie.
Tu che mi aspetti affusolata al tuo destino
tra l’amore e la speranza
mi chiedi del vento
e di questo freddo che gela anima e parole.
Io rimango quasi sempre inchiodato alla mia luna
e ingoio le risposte
per poi ritrovarle imputridite
tra il fianco e la mia gola.
La pioggia è irriverente e strana
picchia sui miei vetri come se volesse entrare
a volte pudica, a volte puttana
travolge i nostri occhi, rapisce la nostra carne
e ci trascina come relitti tra le onde
verso un’isola lontana.
La pioggia ha un sapore strano
un misto d’amore e di morte
e noi confusi tra le gocce e il buio
lì dove non crescono gerani ma illusioni
ci consumiamo di baci languidi e carezze
abbracci, orgasmi e tenerezze
e la pioggia diventa fuoco
incendia gli argini del male
per poi scaraventarci sulla terra
e come due eremiti a rantolare
respiri affannosi e poesie
tra piogge ostili ed eresie.
©
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