A mia sorella
Duilio Martino
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Il nostro mondo era il piccolo borgo
l’alba un immenso viale.
Eravamo sereni
due gemme fresche sullo stesso stelo
due vele bianche su colline care.
Bastava poco
per renderci felici, briciole,
minuzie
come germogli per tenere lepri
o per rondini il volo;
bastava un cenno
un sorriso d’intesa e poi per mano
fare il salto di siepi.
Sei sempre stata tu il mio punto fermo
l’incrollabile e fiera
il faro che non sono e mai sarò
che invece vorrei fossi:
sei sempre stata tu quella più tenera
quella con l’anima più limpida
la più determinata;
fonte d’ispirazione
colei che, incline a procacciare luce,
non si è mai risparmiata.
Ed oggi ancora su rupi ventose
tremi per gli altri.
Le tue pene le porto in petto
in uno scrigno conservo i pensieri.
E prego! Prego
di non perderti un giorno
prego che esista oltre i terreni abissi
un altro luogo
un sacro luogo dove ritrovarti
dove erigere un tempio
per te
adorata e carissima sorella.
©
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Duilio Martino
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