Sensi perduti (bullismo)

La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Versi che fanno riflettere... e non poco (Giacomo Scimonelli)
Il bullismo è una piaga... e non si capisce come (Giacomo Scimonelli)
poter intervenire. Le punizioni sono troppo miti... (Giacomo Scimonelli)
ci vorrebbe la galera, un programma di rieducazione (Giacomo Scimonelli)
e non delle condanne lievi che non risolvono nulla (Giacomo Scimonelli)
Un caro saluto, Poetessa... complimenti (Giacomo Scimonelli)
Ti abbraccio cara poetessa e like. (Vivì)
Questa tua dovrebbe essere letta a tutti i ragazzi (Sara Acireale)
per farli meditare e riflettere. (Sara Acireale)
Condivido ed apprezzo, c iao (Vito Franco)
Problematica che coinvolge le famiglie. (Francesco Rossi)
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C’è proprio da porsi un perché! Ma credo che una risposta a queste domande non esista proprio. Quando si vedono queste violenze perpetrate da un insano bullismo è chiaro che è stato perduto il senso stesso della coscienza a mio avviso.
Come dei predatori che cacciano la preda, questi individui non controllano il proprio istinto; un istinto rivolto solo a fare del male. Godono arrecando sofferenza e dolore (violenza fisica e psicologica);provano piacere nel vedere sottomessa ed impaurita la vittima di turno... senza alcun limite alla crudeltà ed alla ferocia. Chi subisce atti di bullismo ha difficoltà a chiedere aiuto; si sente solo e non capito; si vergogna, ha paura e si sente in colpa... e purtroppo spesse volte non si trovano vie d’uscita. Non capisco cosa possa passare per la mente di questi esseri ignobili e senza coscienza. Il bullo è il capo branco e non agirebbe mai da solo... ha bisogno di complici, anche silenziosi. Poesia intensa e sentita.
Perché esiste il bullismo? Perché esistono persone che si sentono superiori agli altri, mentre sanno benissimo che, invece, sono soltanto delle nullità. La voglia di prevalere e la brama del potere rendono un essere umano mediocre e misero, prima nel pensiero e poi nelle scellerate azioni. Una lirica che invita alla riflessione e che si sente sulla pelle per la profondità del concetto poetico espresso con così tanta destrezza.
Più che accantonati, i valori sono completamente perduti. Il bullismo è una piaga sociale e come tale va trattata. Sembra che ci siano ragazzini predestinati a diventare bulli ma se, alle prime avvisaglie, si interviene in modo energico il fenomeno potrebbe essere ridimensionato. Purtroppo, i primi a difendere i bulli sono proprio il loro genitori che dicono "Che volete fare, sono soltanto ragazzate". Eh no, queste non sono ragazzate ma violenze che segnano la vittima e le cui cicatrici rimangono per tutta la vita.
Anche se situazioni del genere sono sempre esistite, non ci abitueremo mai a convivere con loro – i motivi sono tanti, si potrebbe riempire un quaderno – forse inculcando questo sino dalla tenera età si potrebbe arrivare a debellare situazioni insostenibili, ma spesso il bambino viene tenuto lontano per paura di aprirlo troppo presto ad un mondo oscuro, senza pensare che facciamo del male a lui ed agli altri – forse siamo troppo teneri.
Un problema vecchio come il mondo. L’essere umano è incline alla sopraffazione, c’è solo un modo per far prevalere il senso di rispetto ed è quello di puntare sulla scuola e sulla educazione.
Poe che è un atto di denuncia verso un fenomeno che, è vero che è sempre esistito ma che sta assumendo dimensioni eccessive e tragiche. E se è pur vero che la colpa principale è di chi commette il fatto, ci dobbiamo interrogare anche sui messaggi che questo mondo mercificato trasmette.







