La disperazione di un uomo innamorato
Vorrei strappar la lapide dal muro
per stringerti con gioia sul mio cuore,
mi manchi tanto, soffro da morire,
non vivo senza il tuo sincero amore!
Son qui vicino a te, ma non mi vedi,
ti parlo con passione e non mi senti,
ho messo i fiori freschi dentro il vaso,
...ma provo dei terribili tormenti.
Ricordi il primo bacio al gabinetto
durante l’intervallo della scuola?
Siam ritornati in classe emozionati
col cuore che saltava nella gola.
Da poco sono uscito dal lavoro
e son venuto dritto al cimitero,
la casa è vuota che ci vado a fare?
Vorrei star qui in questo luogo austero.
...Per colpa d’un tumore maledetto
noi non possiamo avere alcun rapporto,
ci ha resi entrambi tristi ed infelici,
mi sento il cuore inerme, è come morto!
Ti guardo in quella foto appesa al marmo
e ciò mi reca ancora più tristezza,
tu mi piacevi tanto, amore mio,
adesso vivo solo d’amarezza!
Stavamo tanto bene sempre insieme
ci scambiavamo i baci più infuocati,
tra noi ci stava tanta sintonia,
perch’eravamo entrambi innamorati.
A casa guardo sempre le tue foto
di quando, assai raggiante sull’altare,
con l’abito da sposa e il velo in testa,
mi sorridevi in modo singolare.
E quando in quella magica crociera
abbiam girato il mondo con la gioia
che risaltava sopra i nostri volti,
adesso, invece, domina la noia!
Quant’eri bella, non mi so spiegare
perché la morte arriva all’improvviso
e coglie le persone impreparate
a questo evento! Senza il tuo sorriso,
i tuoi consigli e i dialoghi d’amore,
mi sento solo, sembro un eremita,
perché lo sai benissimo, tesoro,
che mi rendevi splendida la vita!
La sera faccio cena in pizzeria,
però mi sento un cane abbandonato,
a volte qualche amico più fedele
mi tiene compagnia, col risultato
di farmi ricordare che son solo,
da quando sei volata in paradiso
lavoro a testa bassa per sfogarmi,
il fato m’ha strappato il tuo sorriso.
Quel giorno della fine m’hai pregato
di farmi un’altra vita con qualcuna
che somigliasse a te, ma non la trovo,
in quanto come te non c’è nessuna!
M’invitano a ballar ma non ci vado,
finché mi sento la tristezza addosso
rinuncio a tutto, voglio star da solo,
perché mi sento male, sono scosso!
Il mondo è pieno di ragazze belle,
divine, affascinanti e seducenti,
però non mi trasmettono nel cuore
segnali che producon sentimenti.
Finché mi dura questo lutto interno
sto bene qui con te al cimitero ...,
e poi rifletterò sul tuo consiglio,
ma non mi sento pronto, son sincero!
Vorrei stappar la lapide dal muro ...,
t’invoco con passione e mi commuovo ...,
ti lascio con un bacio, amore mio,
domani sera ... tornerò di nuovo!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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