Cenere dal cielo:prologo
Enrico De Marzo
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V'è ancora molto da ricordare,
istanti tanto tetri da restare immobili,
scolpiti nell'animo.
Perduta umanità,
gesti di efferata violenza,
follia di chi non ode più
battere il suo cuore.
Nel vuoto abbraccio di sogni funesti
ogni vita è solo un numero,
ogni pensiero è un grido d'odio,
e le parole sono solo assensi forzati.
Voi che il male puro schivaste,
non dimenticate che è ancora acceso
il fuoco che brama la vita.
O non vi sarà notte tanto densa
da proteggere i nati dal vostro ventre.
Allora con le lacrime
laveremo via la cenere, con
lo sguardo fisso al cielo saluteremo
la nascita di un nuovo giorno.
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L'autore
Enrico De Marzo
Commenti (1)
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Paolo Faccenda16 gennaio 2008
Bella, descrive l'indifferenza di chi ha sempre avuto, di chi ignora gli altri
