Chi vive di speranza muore disperato
Ho basato la mia vita
su speranze ed illusioni,
alla fine ho avuto in cambio
solo pianti e delusioni.
Io speravo ardentemente
che nel prossimo futuro
avveniva un cambiamento
per un viver più sicuro
ed invece ho preso nota
che la realtà è dura,
ma la vita va affrontata
senza un’ombra di paura.
Mi vedevo in parlamento
con la giacca e la cravatta,
mentre invece sono in casa
ed ho solo una ciabatta.
Mi piaceva di girare,
con il camper, tutto il mondo,
ma le tasche sono vuote
e mi sento furibondo.
Mi dovevo al fin sposare
con l’eterna fidanzata,
ma la casa del comune
era stata già occupata.
Che pazienza! La fortuna
nella vita m’ha evitato,
forse sono troppo brutto
e per questo m’ha ignorato.
E’ importante, soprattutto,
nascer sempre fortunati
altrimenti si rimane
sconosciuti e scalognati.
Sono solo un diplomato
che sperava in un lavoro,
non per diventare ricco,
ma per viver nel decoro.
Vedo tanta e tanta gente
che possiede una gran villa
con il parco, la piscina
e si crogiola tranquilla.
Ci son tanti imprenditori
che possiedono un impero
d’esercizi commerciali,
ma non spingono il pensiero
verso tutti quei ragazzi
in attesa d’un lavoro,
i colloqui l’hanno fatti,
ma purtroppo sono loro
che non firman l‘assunzione
ed ignorano il problema,
pensan solo al conto in banca
e non hanno alcun patema.
Basta avere un po’ di cuore
e si rendono felici
centinaia di ragazzi
che si sentono infelici.
La speranza e l’illusione
non aiutano la vita,
servon cose più concrete
per goderla più gradita.
Con le troppe delusioni
il morale scende a zero
e si vedono le cose
dietro un vetro tutto nero.
La speranza, si racconta,
che è l’ultima a morire,
se non cambia il mio destino
non mi resta che soffrire.
Sto vivendo di speranza,
ma, purtroppo, ho constatato
che in mancanza di lavoro
morirò ... disoccupato!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
s
Tutte le opere →
L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!