Incaute disavventure del sabato sera
Le tre di notte, sull’intera zona
imperversava un forte temporale.
In discoteca c’era tanta gente,
la musica invitava al visibilio
ed il consumo d’alcool, droga ed altro
rendeva il clima folle ed esclusivo.
Francesco, Giulia, Marco e Loredana,
storditi da bevande e da sostanze,
uscirono e s’avviarono al parcheggio.
Salirono sull’auto, poi, sgommando,
s’avviarono veloci verso casa.
La strada impervia, il buio della notte,
la pioggia che offuscava il parabrezza,
la visibilità inadeguata ...
e le sostanze, prima, ingurgitate ...
lasciavan presagire una tragedia!
Nei pressi di un tornante di montagna,
a causa della cèlere andatura,
in una curva òstica e ristretta,
la macchina infranse il parapetto
e prese a rovesciarsi, in modo orrendo,
tra i dòssi della rìpida scarpata.
Un precipizio di trecento metri
si preparava al pasto della morte!
Un albero robusto e ben piantato
bloccò il ribaltamento prolungato
e i giovani, feriti e frastornati,
uscirono, aiutandosi l’un l’altro.
Guardarono quel bàratro infinito
e, quindi, si abbracciarono impauriti!
Francesco strinse Giulia tra le braccia
e pianse in preda a un senso di terrore!
E gli altri due: Marco e Loredana
s’unirono, anche loro, a quella scena.
Negli occhi c’era il buio della morte,
nel cuore ... il desiderio della vita!
...... ... ...
I cellulari presero a squillare
per avvertire i loro familiari,
i vigili del fuoco e l’ambulanza ...
quest’esperienza avrà la sua importanza?
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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