L’amara storia di una donna innamorata
Le pagine del libro della vita
son piene di ricordi e sofferenza
dovute alle avventure personali
vissute nell’apatica esistenza.
Parlar di cose intime nei versi
mi crea un forte senso di pudore,
mi limito pertanto a confessare
gli aspetti secondari dell’amore.
Gli uomini che m’hanno posseduta
son stati una decina, ma ciascuno
mirava solamente a divertirsi
ed io non mi fidavo di nessuno.
Mi concedevo in modo naturale
perché non mi volevo sentir sola,
in verità io ero innamorata
d’un ragazzetto conosciuto a scuola
al quale ho regalato l’innocenza,
non mi sentivo più una ragazzina,
l’amore giovanile è il più profondo,
la nostra storia è stata genuina.
Ci sentivamo liberi e felici,
amore ricevuto, amore dato,
il primo amore si chiamava Antonio
e lui soltanto ho veramente amato!
Non c’erano a quel tempo i cellulari,
s’usavano i telefoni a gettone
cui quali ci davamo appuntamento
per soddisfar la nostra relazione.
A scuola, al prato, nella mia cantina,
rapporti consumati con affetto,
ci sentivamo tanto innamorati,
ci siamo amati in nome del rispetto.
Ma, poi, purtroppo, come tante storie
la favola d’amore è terminata,
perché Antonio è stato richiamato
al servizio di leva e m’ha lasciata!
S’è trasferito al Nord per mesi e mesi
e piano piano non ci siam più visti ...,
ho pianto ed ho sofferto immensamente,
avevo tutti i giorni gli occhi tristi.
Così cercavo un po’ di compagnia
per dialogare e non sentirmi sola,
succede quando il cuore è disperato
e non c’è mai nessun che ti consola!
Sporadiche avventure senza amore,
un numero di dolci spasimanti,
però nessuno era mai disposto
a rendermi momenti interessanti.
Desideravan solo far l’amore,
sembravano affamati di possesso,
volevano sfogare i propri istinti
sospinti ... dall’avidità del sesso!
Mi concedevo per dimenticare
quell’amarezza del mio primo amore,
ma poi pian piano ho rinunciato a tutto
per rimanere in pace col mio cuore.
...Antonio proprio ieri è ritornato
in compagnia della sua famiglia,
la moglie ho visto che mi somigliava,
aveva pure un figlio ed una figlia.
Il giorno dopo in piazza, m’ha guardata,
mi sono avvicinata, ... m’ha sorriso,
voleva dir qualcosa, s’è bloccato ...
vedendo le mie lacrime sul viso.
M’ha dato il fazzoletto sussurrando:
“Mi spiace, sai al Nord mi son sposato,
ma t’ho pensata sempre, te lo giuro,
la vita e la distanza m’han cambiato!
Ho pochi giorni, poi dovrò partire,
pensavo che tu fossi già, sposata ...! ”
Io son fuggita via per non gridare:
“Ancora t’amo e sono disperata! ”
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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