Ho incontrato l’amore in questo modo
Nel mentre transitavo in autostrada
ho visto una vettura incidentata
addosso alla barriera e una ragazza
che s’aggirava intorno frastornata.
Mi son fermato per prestare aiuto,
frattanto lei m’è venuta incontro
dicendo: “Per fortuna sono viva,
però non s’è trattato d’uno scontro!
Ho perduto il controllo, son nervosa,
mi potrebbe prestare il cellulare?
Il mio starà schiacciato tra i rottami,
ho paura persino di guardare ...”
Ha digitato un numero e d’un tratto
ha preso ad inveir: “Brutta puttana,
mi stai portando via il fidanzato,
dov’è Roberto, questa cosa è strana ...”
Ma l’altra le ha chiuso il cellulare
in faccia, lei mi ha ridato il mio
spiegandomi che il proprio fidanzato
da tempo la tradiva e il turbinìo
d’angoscia, di vendetta e di furore
di fatto l’ha mandata fuori strada,
il guard- rail ha contenuto il dramma,
sennò moriva là sull’autostrada!
Ho chiesto cosa intendeva fare ...
se voleva chiamare il carro attrezzi,
oppur la polizia, era indecisa,
aveva veramente i nervi a pezzi!
Allora ho preso io l’iniziativa
chiamando le diverse aggregazioni
al fine di vederla rilassata,
non era certamente in condizioni
d’ottemperare agli obblighi del caso!
L’ho presa a bordo della mia vettura,
l’ho riportata a casa, dimorava
insieme alla sorella, una struttura
non certo di fastosità pregiata.
Abbiamo parlato a lungo sino a sera
insieme alla sorella Elisabetta
che m’era parsa cinica, severa,
perché rimproverava a più riprese
la sorella minore fidanzata
con quel ragazzo sciocco e libertino,
...se n’era veramente infatuata,
dal primo giorno che l’ha conosciuto
gli faceva le cacce, era gelosa
e spesso non andava a lavorare,
si sentiva tradita ed era astiosa
al punto di distrugger la vettura!
Guardavo Elisabetta per capire
il suo comportamento personale,
me lei non lo lasciava trasparire!
I nostri sguardi s’incrociavan spesso
e lei cercava d’abbassare il viso,
ma poi i suoi occhi andavano sui miei
ed abbozzava un pallido sorriso.
Elisabetta era assai diversa,
più timida, sincera, razionale,
aveva un certo aspetto, riservato,
davvero una ragazza eccezionale.
Marisa se ne accorse, andò in cucina
e noi parlammo della nostra vita,
sembrava ch’eravamo in confidenza
da lungo tempo, era intimorita,
mi disse: “Sono reduce anche io
da un’arida, terribile esperienza,
quel rigido rapporto tenebroso ...,
m’ha quasi rovinato l’esistenza! ”
Ho preso a frequentar la loro casa,
Elisabetta mi stimava tanto ...
ed iniziò tra noi la relazione
con un amore vero e sacrosanto!
Pian piano nacque un magico legame,
Elisabetta si sentiva mia,
il nostro amore fatto di passione
godeva d’una dolce sintonia.
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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