”Testamento”
Ezio Grieco
248 poesie pubblicate
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Quando l'arco del mio tempo
spegnerà l'ultima scia,
e l'invisibile Fiamma
leviterà nello Immenso,
assorbita nel rosso inchiostro
di chi traccia il Disegno,
non voglio pianti.
Ne fiori,
ne corteo del caro estinto.
Ne visi affranti.
Ostate,
che il baccello mio
segua la prassi,
sepolto ad ingrassare
vermi e terreno,
coperto da lapide in marmo.
Vegliate!
E che parti sane,
o quel che serve del mio inerte,
ravvivino Fiamme,
imprigionate
in contenitori geneticamente guasti,
usurati dal tempo,
o peggio ancora,
segnati da incoscienza o Fato avverso.
Gli occhi però,
ad un fanciullo.
Che possa io pure suggere bellezza
da luoghi orridi e stantii,
mirati con la sua innocenza.
E poi,
in una teca scarna,
ponete quel che è divenuto cenere
nel fuoco di una pira di castagni.
Baciate,
voi per me,
la mia compagna.
Ditele che porti la reliquia
in riva al mare.
Che tempo e amore in vita mia donai,
e con eguale amor mi ripagasse,
lasciandomi volare
via nel vento!
©
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L'autore
Ezio Grieco
....e la vita va! Scrivere e leggere è la mia passione, scrivo d'istinto mettendoci cuore, leggo di tutto, ma mai in modo superficiale; cerco di cogliere il senso dello scritto.
Commenti (1)
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Fippo218 gennaio 2008
Caro Ezio... pur toccando ferro e augurandoti cent'anni ancora di salute... devo dire che hai scritto una cosa bellissima... è una poesia delicatissima, ritmata e commovente... hai raccolto un fascio di emozioni e le hai stampate per sempre su questo foglio... grandioso

