Sogno malinconico di primavera
Fiorivano le rose ed io morivo.
Stupito, non capivo:
quel fiore che paziente ho coltivato,
nutrendolo di amore e fuoco vivo
cresceva ed io languivo;
e mi scavavo un fosso nel tuo prato.
Qualcuno, forse un uomo, forse un dio,
di certo non fui io,
qualcuno avrà preteso delle regole;
ma a nulla vale il pianto o il brontolio
dispersi nel brusio
dell’ umida tempesta delle fregole.
Rintocchi di campane lungi, sciolte.
Quando ami, devi sempre amare forte;
è questo che ci è sorte:
due anime intrecciate anzi ravvolte
da sguardi, da carezze e poi dissolte
soltanto nell’amor, non dalla morte;
riaprimi le porte,
serrate più di mille e mille volte.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!