Apina Matilde (la poestrocca dell’amore)
claudio coppini
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Apina Matilde,
era ancora piccina quando si è capito,
che le era stata affidata una grande missione.
Lei lo sa bene che non può fermare la sua azione
E perfino il giorno del suo decimo compleanno
continua a prodigarsi con zelo e con passione.
Così appena esce da scuola,
non va a giocare ai giardini
come tutti i bambini,
ma vola per i campi, di fiore in fiore
finché non ha il serbatoio il pieno d’amore.
Stanca e felice rientra a casa prima di cena
mettendo il silenziatore ai motori
per non insospettire i genitori.
Ma appena scocca la mezzanotte
e mamma, babbo, Emma, la sua sorellona,
son già tra le braccia di Morfeo,
si mette in testa il casco da pompiere
e vola su tutta la città
a spruzzare l’amore dal suo pungiglione.
Sa bene, che il liquido
che custodisce nel serbatoio,
è prezioso e fa tanto bene agli umani.
Ma gli va somministrato a più dosaggi
e mentre dormono, perché da svegli,
lo rifiutano quasi sempre.
Apina Matilde è generosa,
e ogni volta, lo distribuisce a gogò,
fino all’ultima goccia.
Poi come un razzo, prima che faccia giorno,
fa ritorno a casa e come se nulla fosse
s’intrufola sotto le lenzuola per una dormitina.
Alle sette e mezza in punto,
mamma Carlotta dà la sveglia!
Caffè latte coi biscotti e via a scuola
a imparare a diventare grandi.
Apina Matilde è speciale e pensa:
"Finché non avrò spruzzato
il vaccino dell’amore in tutta l’area fiorentina,
ahimè, non si raggiungerà
l’immunità di gregge cittadina!"
Meglio riprendere subito il volo
e mantenere questo mio segreto.
Sono sicura che non c’è più tanto d’aspettare.
Presto, da Campi a Coverciano,
da Scandicci a Grassina,
dalle Cascine a piazza della Signoria,
l’amore tornerà a farsi trovare
e nessuno senza dovrà più restare.
©
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claudio coppini
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