Ceri tra le viole
Duilio Martino
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Non so schiudermi al marketing
e in percorsi speziati potrei perdermi.
Vorrei che fosse vita
ciò che si fa della propria esistenza
e non laboratorio
dove hanno nido fronzoli e illazioni
un deserto di idee
dove restare se stessi è sparire
tra lustrini e parvenze.
Vorrei che il viaggio non fosse quel vortice
che trangugia ogni cosa
ma sorseggio d’attese
come montagne ammantate dall’ombra
e affamate di albori.
Stelle sbocciate tra nebbie d’autunno
sopra alle rupi e tra piaghe del cuore.
Vorrei fosse bruciare
con gioia e come ceri tra le viole...
assopirsi sereni in quieti templi
consumati dal sole.
©
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L'autore
Duilio Martino
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Commenti (1)
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Michelangelo La Rocca12 giugno 2021
Poesia bellissima e molto profonda, tanto, tantissimo apprezzata. È una riflessione contro il vivere moderno, con il marchio del marketing che la caratterizza e la opprime. È un poetico invito a cercare la vita vera, in perfetta e armoniosa sintonia con la natura. Speriamo che la lezione del cigno nero ci sia servita e sapremo vivere cercando i veri valori che di sicuro non sono quelli dello sfrenato consumismo moderno. Un meritato plauso al poeta!

