Staticità
Duilio Martino
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Distano secoli i miei verdi pascoli:
i picchi candidi
e i briosi oceani hanno un palmo di polvere.
Oggi c’è ghiaccio
neve domani o pioggia o fitta nebbia.
Resto alla pietra sacrale del tempio
al focolare
alle anemoni nate giù negli orti
a sane zuppe
alle mille cosucce da lustrare
e accampato nell’ordine
consumo gli orizzonti e le babbucce.
E’ all’abbraccio salmastro
quell’acqua calma che accolse i ruscelli
e montagne di foglie
dei mardorli indorati dall’autunno.
Si stalla in plumbei cieli
dove le brezze soffiano leggere
tra gli echi d’alba
e i più sanguigni squilli del crepuscolo.
©
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L'autore
Duilio Martino
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
complimenti duilio S (carla composto)
Commenti (2)
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Michelangelo La Rocca17 giugno 2021
Versi bellissimi e apprezzati, ben scritti e molto scorrevoli. Complimenti al poeta!
carla composto18 giugno 2021
ricordi di una natura lontana bella lirica elegante e raffinata elogio al poeta


