Senza respiro
Giovanni Monopoli
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Il tempo sosta su scritte pagine
con svuotati gradini a rimembrare,
di quel fragile essere l’inerme ascesa
con gli occhi serrati al mancante domani
e resta immobile, ormai solo, senza speranza.
Umili veste che parlano da sole,
stracciate dall’intemperie, spogliate
d’ogni segno di vita, di presenza
senza più il respiro che s’accompagna.
Un giorno dopo l’altro,
un giorno uguale all’altro
sfumature di sole, tracce fantasma
la strada, l’unica nell’inutile vivere,
in un mondo infame, crudele.
Senza respiro lo sguardo nel vuoto
un’anima sola, stanca vagheggia nel nulla
volteggia col pensiero d’un mero destino,
tra le vie colorate da un lungo tramonto.
Le impietose mani son lì a chiedere,
un filo di luce, di speranza,
un anfratto, un giaciglio
il ricordo di un sorriso
ma tutto giace nel fondo d’un oblio
tra le graffiate terre d’un sipario chiuso ad oltranza.
©
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L'autore
Giovanni Monopoli
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