Animali feriti
Duilio Martino
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Talvolta certi baratri ci inghiottono
e dai remoti atolli
assediati da oceani tempestosi
raramente si fugge.
Ci sono poi spaventose paludi
e acri ceneri e calde
dove covano angosce inenarrabili
che nel resto del viaggio
peseranno e non poco sulle spalle.
Non urla il sangue che corre le vene
e immobili sull’orme
fuggiamo il fresco furore del fiume
in piena, dell’aurora
dei destrieri ansimanti
sfuggiamo al grido delle tigri al sole
e ai garriti di rondini
e al mare e al vento e altri mille rumori
e al profumo di acanto.
Siamo come bambini
che tra i brusii selvaggi si spaventano
come cerbiatti
che hanno care le tenere radure
senza cespugli
senza dirupi e né l’ombra di un albero.
Siamo smarriti, animali feriti...
corpi in cerca di cure.
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Duilio Martino
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Commenti (1)
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Michelangelo La Rocca23 giugno 2021
Poesia bellissima e molto apprezzata, profondissima nei suoi contenuti, godibile nella forma scorrevole e gradevole alla lettura. È una sorta di autoanalisi collettiva in questi tempi bui e tristi, complessi e difficili durante i quali sembriamo e forse siamo animali feriti in attesa di cure. Complimenti al poeta!

