191 lettori online · 357.878 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 6 luglio 2021 · lettura 1 min · 1332 letture

Il mio paese è una venere triste

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
+ Segui
Il mio paese è una venere triste è terra di frontiera, è il nodo in gola, è la spina nel petto, è il silenzio da bere. Non rimane che struggermi d’amore nell’autunno dei sogni: le stelle sono diventate croci e a ogni rumore tremo e fermo all’orma. Ma su morbide cime dove il polso scompare tra le pergole ognora colgo un trillo; sento il profumo di scarpette e primule il brïo degli albori e tra i maturi fremiti dei mandorli di uccelli e grilli friniti e stridori. E, dico a voi, credetemi qui nessuno può togliervi gli zefiri i bocconi di luce i canti che vi rendono più liberi o forse solo un po’ meno incupiti ma all’olimpo più prossimi.
♥ 1 💬 2
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Il mandorlo simbolo della speranza.

L'autore
Duilio Martino
Tutte le opere →

La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Lirica bellissima e profondissima! (Michelangelo La Rocca)

Una lirica scritta col cuore, complimenti! (Giuseppe Mauro Maschiella)

Il poeta apre il cuore e delizia il lettore. (Francesco Rossi)

Commenti (2)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Lirica molto bella e profonda, scorrevole e piacevole alla lettura. È dedicata al proprio Paese, definito dal poeta "una venere triste ". Questi versi nascono spontanei e sinceri nell’animo del poeta e alla fine della lettua di questa bellissima poesia nasce nel lettore la voglia e la curiosità di conoscere questo Paese che deve essere veramente delizioso se è stato capace di ispirare versi così belli e apprezzati. Complimenti al poeta!

Splendida lirica sul paesese natio del poeta, che rimpiange i tempi passati, quando il suo e tanti altri paesi non erano spopolati di giovani. Ora in quei paesi sono rimasti solo vecchi ed il poeta definisce con amarezza il suo, dove le stelle sono diventate croci, come una Venere triste, una spina nel petto. Con un nodo alla gola risente profumi, odori e rumuri della sua gioventù quando il suo paese era pieno di vita. Un sincero elogio.