Dovrei dirti
Duilio Martino
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Non eri ancora nato
quando scorreva già vita nei viottoli
tra profumi di fame
e di lacrime e sangue preteso dagli orti.
Potrei parlarti d’inverni non teneri
e dei crochi che sbocciano
del Cerasuolo e del Montepulciano
di mucche e capre e di formiche e rondini.
Potrei parlarti dell’agape povera
d’olio sul pane e cenci
e sulle groppe gagliarde degli asini
di basti e di bigonci.
Dovrei dirti dei padri
del lieve sonno delle madri antiche
dei consuòli e dei santi
di grandi fughe di pecore e piche.
Nel profondo dell’anima
c’è il limpido richiamo di chi è morto.
Nei lieti incontri
c’erano i corpi al centro dei discorsi
e sotto i sobri sandali
fioriture magnifiche di soffi.
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Duilio Martino
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